David Mills, ex-marito della ministra inglese Tessa Jowell, ha ricevuto tangenti per 600.000 euro (allora 350.000 sterline) da Silvio Berlusconi, per fornire falsa testimonianza in suo favore in processi per corruzione. Questo quanto stabilito ieri dalla sentenza di primo grado emessa dal giudice Nicoletta Gandus a Milano. Mills è stato così condannato a 4 anni e 6 mesi di carcere. E il suo corruttore? Niente, la sua posizione nel processo è stata stralciata grazie al Lodo Alfano. Il resto lo hanno fatto televisioni e giornali che -forse anticipando il bavaglio su intercettazioni e sentenze della magistratura anticipato dal governo- hanno preferito parlare delle canzonette di Sanremo relegando un fatto simile, che altrove avrebbe aperto qualsiasi TG, a notizia di poco conto.
Gli avvocati italiani di Mills hanno detto che faranno appello e, se necessario, presenteranno un ulteriore appello alla Corte di Cassazione. A meno che la prescrizione per tale reato, i cui tempi sono stati drasticamente diminuiti in uno dei vari pacchetti sicurezza (!!!) non faccia saltare tutto.
Mills, 64 anni, è stato accusato di aver usato la tangente per saldare un prestito garantito da una casa a Londra di cui era comproprietaria la Jowell, la donna Ministro delle Olimpiadi.
La Jowell non è stata accusata di aver infranto le regole ministeriali dopo che Tony Blair, l’allora Primo Ministro e Sir Gus O’Donnel, Segretario di Gabinetto, accettarono la sua spiegazione secondo la quale suo marito non l’aveva messa al corrente del denaro per quattro anni.
Anche Berlusconi, 72 anni, è stato imputato fino a che una legge dello scorso giugno gli ha garantito l’immunità dall’azione giudiziaria in quanto Presidente del Consiglio. I suoi avvocati personali hanno poi criticato il fatto che Mills fosse giudicato da solo affermando che, se fosse stato incriminato, il Presidente del Consiglio sarebbe stato ritenuto colpevole per associazione. Beh...esattamente quello che è avvenuto.
Mills è accusato di aver accettato la tangente di Berlusconi per una testimonianza che egli fornì nel ruolo di avvocato fiscalista in due processi per corruzione del 1997 e 1998. In una lettera del 2004, Mills ha scritto al proprio commercialista, Bob Drennan: “Ho aggirato ostacoli molto complicati, per dirla con un eufemismo, tenendo così il signor B al di fuori di una grande quantità di problemi in cui sarebbe incappato se avessi detto tutto quel che sapevo.”
Mills, in una dichiarazione scritta alla corte il mese scorso, ha insistito di “non essere mai stato corrotto da nessuno” e si è scusato con Berlusconi per avergli causato dei “guai”. Tuttavia, Gabriella Vanadia, avvocato dell’ufficio del Presidente del Consiglio, ma non di Berlusconi personalmente, si è schierata con l’accusa e ha annunciato alla corte che lo Stato ha accettato il sospetto che Mills avesse preso la tangente. Ha affermato che lo Stato avrebbe richiesto danni morali per 250.000 euro per deviazione del corso della giustizia. La Vanadia ha affermato che la ricostruzione dell’accusa della transazione ha mostrato che il “crimine perfetto” escogitato da Mills non aveva funzionato. Lo ha detto lei.
Ecco dunque che la Presidenza del Consiglio ha ricevuto -per parte civile- 250.000 euro di "danni" per un reato di corruzione commesso -stando alla sentenza- dal Presidente del Consiglio! Cose del genere posso accadere solo in Italia!