Un incontro assai deludente quello di mercoledì 11 febbraio alla presenza dei sindaci dell’Altavalla del tevere, della pres. Lorenzetti e di tutte le rappresentanze territoriali di imprenditori, sindacalisti e banchieri.
Nemmeno un’idea innovativa è emersa dal confronto protrattosi per più di 4 ore
Nello specifico la politica si è mostrata per quella che è; vecchia e vuota. La relazione dei sindaci non ha fatto altro che sottolineare che stiamo vivendo una crisi e che il modo migliore per uscirne è perseguire sulle linee che da 40 anni la politica persegue cioè: Tabacco intoccabile e inamovibile, illudendo ancora una volta gli agricoltori e non considerando i disagi che una coltura del genere provoca nei cittadini,(sembra non essere affar loro la salute di noi tutti) Inoltre per aiutare il manifatturiero l’unica cosa che si è chiesto è agevolazione per accedere al credito, mentre per gli ammortizzatori sociali si è pensato bene di usare i finanziamenti della formazione (che per la nostra vallata è l’equivalente della ricerca) in quanto: “in momenti di crisi il di più va messo da parte,” queste le parole del Sindaco tifernate. Per sintetizzare tutti vedono la soluzione alla crisi con la realizzazione delle infrastrutture E 45, E 78, sfondamento a nord dell’ FCU. Il fatto grave e che mi preoccupa, è che non solo la politica, a mio avviso si è dimostrata insufficiente a fornire soluzioni innovative che ripensino l’attuale economia, ma che ad essa si è unito un coro pressoché unanime di associazioni di categoria e imprenditori etc, con interventi spesso al limite della dignità che hanno aggiunto alla relazione dei sindaci, in linea di massima, i seguenti punti: 1) agevolazioni burocratiche, 2) modernizzazione degli uffici regionali, 3)sostentamento della piccola e media impresa con facilità di credito 4) Formazione 5) agevolare i pagamenti tra regione e impresa 6)investimenti su infrastrutture e tabacco. 7) rivedere i rapporti con Inps per agevolare assegni di disoccupazione.
Bene, non uno, se non per brevi accenni, ha parlato di riconversione energetica con investimenti su impianti fotovoltaici, eolici, geotermici etc., riconversione agricola della filiera del Tabacco in culture biologiche e con incentivazione del mercato locale vendita diretta a KM 0, investimenti sulla zootecnia, con rispettive filiere di produzione, dalla raccolta e distribuzione dell’ortofrutta, alla produzione e vendita di latte e carne. La specificità dei prodotti locali, potrebbe far sorgere ristoranti e punti vendita che si distinguono per la scelta di prodotti a KM 0 come già altre regioni hanno fatto, in quanto sensibili agli sprechi all’inquinamento e al mantenimento della produzione locale di qualità ne hanno fatto uno slogan.
Nessuno ha chiesto dei finanziamenti per rendere più vivibili le città, che eliminino le auto,(per iniziare dal centro eliminare i parcheggi stimolando la cittadinanaza ad anadare a piedi o con mezzi pubblici ) incentivando percorsi ciclabili valorizzando l' aspetto naturalistico,anzi sono tutti d’accordo a bucare qua e la per e-78 e qualcuno anche per fare l’ autostrada sulla e.45(purchè come dice la Lorenzetti i caselli autostradali li mettano fuori regione). Cosi come non si è parlato di incentivare costruzione che eliminino dispersioni di calore e recupero dell’energia che è l’edilizia della nuova era, la quale potrebbe garantire molti posti di lavori e soprattutto il risparmio alle famiglie (chi fa l’imprenditore sa che la prima fonte di reddito è il risparmio). Sono questi i finanziamenti da chiedere alla Lorenzetti in modo che le famiglie abbiano meno costi fissi e siano produttive già nelle abitazioni e creare di conseguenza un’industria all’avanguardia che sviluppi soluzioni energetiche sul recupero dell’acqua, sul riutilizzo degli scarichi, sulla costruzione di una città ecocompatibile, sul recupero dei rifiuti integralmente e non lo sbancamento di colline. Nessuno e dico nessuno ha parlato di Turismo e di Cultura in termini specifici, sembra quasi che la nostra vallata non consideri una risorsa trainante il turismo. Nessuno ha parlato di come puntare seriamente su una risorsa che manderebbe avanti l’intera vallata da solo, potenziando i centri di accoglienza, iniziare a fare promozione vera del territorio e delle ricchezze artistiche che possiede e che potrebbe arricchire ci sono opere note chegiaccione nei magazzini di restauro da anni). E di conseguenza nessuno ha parlato, di gestire in modo più consapevole i musei che abbiamo le collezioni artistiche, i privati non si sono chiesti quanto potrebbero rendere l’organizzazione di eventi di rilevanza nazionale seriamente programmati, aumentare l'offera qualitatia di accoglienza di hotel e ristoranti facendo del detto Umbria cuore dell'italia lo slogan prediletto che sia sostenuto da scelte politiche che guardino verso un economia nuova ecocompatibile a misurra d'uomo e non per arricchire i soli produttori di tabacco e pochi altri industrialotti locali. è evidente che tante altre idee possono essere portate come solzione ma magari costituendo un incontro con dei tecnici competenti e non solo politici o parapolitici, e puntando attivamente sul cambiamento del ciclo produttivo di qualsiasi cosa, che preveda non più andamento lineare, ma uno circolare in cui nulla deve essere sprecato ma tutti deve essere sempre e comunque riutilizzato.
Devo fare tuttavia un plauso alla Coldiretti, l’unica ad aver azzardato ad una reale riconversione del sistema agricolo, e al Vescovo Tiferntate, l’unico a porre il problema di un ripensamento globale dell’economia in ottica post moderna. Per il resto la delusione è stata profondissima, e mi domando: ma dove sono andate le idee che hanno caratterizzato la nostra vallata per decenni?, dove sono gli imprenditori coraggiosi disposti a voltare pagina e investire su soluzioni concrete?, dove sono i politici intraprendenti che vogliono far crescere il proprio territorio e non essere asserviti alle logiche elettorali… per ora non so veramente rispondere.