Apprendo dal Corriere dell’Umbria, che entro il 2013 in Umbria dovranno sorgere 2 inceneritori, uno per provincia. Nella nota si legge che gli impianti dovranno smaltire 250 mila tonnellate di rifiuti all’anno, (di cui 175 mila di secco e 75 mila speciali) circa la metà di quelli prodotti in un anno (550 mila) in regione.
Nel piano regionale dei rifiuti approvato con delibera n 30, lo scorso 5 maggio 2009, e fonte principale a cui fa riferimento l’articolo del Corriere, si evidenziano palesi contraddizioni, o comunque informazioni fuorvianti e imprecise. Infatti dalla definizione del piano regionale si coglie l’intento di smaltire i rifiuti, per il 65%, ricorrendo alla raccolta differenziata, mentre solo il 30% componente indifferenziata dovrebbe alimentare le bocche di fuoco dell’inceneritore, e il 5 % non andare direttamente in discarica. Pare evidente il controsenso in termini, infatti se si producono 550 mila tonnellate di rifiuti e il piano prevede che i due inceneritori dovranno smaltire 250 mila tonnellate annuali pari a circa il 50% dei rifiuti, è evidente che si supera il 30% fissato dal piano e quindi: o la raccolta differenziata non funziona, o peggio ancora si differenzia non per riciclare ma per bruciare. Faccio notare che nell’articolo si parla di raccolta differenziata dei rifiuti e non di riciclaggio.
Non si sa dove dovrà sorgere il nuovo impianto in provincia di Perugia comunque all’interno del ATI 2(ambiti territoriali integrati), ma si sanno i costi che vanno da 50 ai 100 milioni di € e pensate, il cittadino potrà in ogni momento vedere quanta merda gli piove dal camino dell’inceneritore collegandosi ad internet e guardando le emissioni di nano particelle che si fissano nei polmoni. Cosi potrà contare i giorni dal momento in cui si sviluppa un TUMORE. Pensate che bello, avrà tutto il tempo per organizzare un funerale come si deve.
Il nostro futuro passa inevitabilmente per il rifiuto, i cittadini informati non possono vendere la propria salute e la salute dei loro figli per una tassa in meno, e per un’ energia sporca in più. I rifiuti sono un problema perché se ne producono troppi e male, ma bruciarli significa sprecare dei beni primari che non sono infiniti e di cui i nostri figli avranno immenso bisogno. Pertanto c’è un errore nella produzione dei prodotti. È in questo ambito che si deve spostare il dibattito politico, con lo sviluppo di regolamentazioni e norme che limitino la produzioni di rifiuti non riciclabili. I cittadini, non possono permettere a questi politici, vecchi e privi d’ idee, spinti solamente da una logica di profitto, di continuare a gestire in questo modo le risorse naturali, di inquinare l’ambiente che ci ospita, di non pensare al futuro a lungo termine, di intossicarci per poi venderci farmaci inutili e farci morire come dei vermi contorti dal dolore. No, dobbiamo dire basta. Il rifiuto assieme alla sanità sono i due punti nevralgici su cui i cittadini devo prendere coscienza informarsi e negare il voto a chi vende tumori travestiti da acqua calda. È la nostra vita è la vita dei nostri figli e della specie umana ,se vista in un ottica a lungo termine, e non può essere piegata ad una logica economica consumistica di mercato. Produrre meno rifiuti, produrli meglio cioè riciclabili interamente, in questo modo non si avrebbero discariche, ne si brucerebbero in inceneritori, ma si risparmierebbe energia, non si inquinerebbe l’ambiente e certamente si diminuirebbe il rischio di morire di cancro. Prendiamo un posizione netta, NO ALL’INCENERITORE in Umbria il cuore Verde non vuole diventare la grigia fabbrica di Tumori.