finalmente il teatro è tornato ad esserre il luogo dove la ci si confronta, dove si puo contestare e non solo applaudire come scimmie ammaestrate e ben vestite. quello che è successo giovedì ha dell'incredibile per una cittadina immobile e noiosa come Città di Castello. a smuovere le acque, almeno spero, David Riondino, il quale nell'intervento conclusivo del suo spettacolo "il Viaggio" inserito in programma nel Festival delle Nazioni, salutando quello che è stato il "suo teatro" per circa 10 anni non ha esistato ha dare un colpo al Sindaco Cecchini e a tutti i politici presenti in sala (tra gli altri Cestini, Celestini, Bacchetta e addirittura la presidente della Regione Lorenzetti).
Le parole di Riondino, il quale ha parlato anche per bocca di Fabio Battistelli, consulente anch'egli del Teatro tifernate, sono state rivolte con eduazione ai presenti, celato da un saluto dispiaciuto il messaggio critico verso l'amministrazione comunale che ha deciso a quanto pare di entrare nel teatro stabile dell'umbria su invito di Cucinelli (cosi si evinceva da un articolo apparso in agosto sul Corriere dell'Umbria) mettendo di fatto in archivio il decennio di collaborazione con il poeta toscano.
Il fatto che ci sia stata una tale decisine all'oscuro della Consulta dela Cultura e delle ass. culturali conforma ancora di più la linea di questa amministrazione comunale che ignora le risorse locali per affidarsi sempre di più a risorse esterne sennza tenere in considerazione alcuna i parere consultivo delle ass. che vengono di fatto trattate con sufficienza.
Credo che le associazioni cult locali abbiano il dovere di manifestare il loro dissenso verso un tale atteggiamento, ma allo stesso tempo mostrare una roposta programmatica difronte alla quale l'amministrazione tifernate non puo restare in silenzio.