Qualche giorno fa Beppe è tornato su una questione fondamentale che già trattò nel 2006 e che già allora mi sembrava interessante trattare.
Il tema sono l'impiego delle risosre che il nostro "regime" capitalistico spinto usa massicciamente senza interrogarsi in modo concreto sulle conseguenze che questo può avere.
Mentre i nostri politici sono preoccupati su come trovare il modo di farci spendere i soldi e quindi far ripartire il motore ormai fuso di un sistema economia cancerogeno, ci sfugge il conceto che viviamo in un pianeta unico e limitato nel tempo , nello spazio e nelle risorse. La politica dell'era industriale dal '700 ad oggi non ha mai preso in consederazione questi "piccoli" dettagli che avrebbero messo un freno sul nascere ad un sistema parassitario e cieco.
Nell'articolo di Beppe (che riporto di seguito) si fa risalire le cause molto indietro ed è vero. Avevo consigliato già nel vecchio Blog di leggere un libro semplice e fondamentale di Wright "Breve storia del progresso" mondadori costo max 10 € (ottimo regalo di natale) per avere un quadro chiaro di quello che potrebbe succedere alla civiltà entro breve tempo.
Oggi vi consiglio anche di leggere qualcosa di Herbert Marcuse il suo libro uscito in Italia nel 1967 è un ottimo saggio sulla nostra dimensione e sul regime capitalistico che vede vivere l'uomo in apparente liberatà politica ed economica, di fatto come dimostra la crisi di questi giorni, la sua esistenza è finalizata unicamente alla produzione e al consumo, e gli uomini sono trattati come unità di consumo indispensabili al matenimento della macchina.
"Questa società è nell'insieme irrazionale. [...] La sua produttività tende a distruggere il libero sviluppo di facoltà e bisogni umani, la sua pace è mantenuta da una costante minaccia di guerra, la sua crescita si fonda sulla repressione delle possibilità più vere per rendere pacifica la lotta per l'esistenza, individuale, nazionale e internazionale" Herbert Marcuse 1964. (degno del Festival di filosofia e scienza no?)
Ora certificato che il nostro sistema è micidiale, è importante se non proprio una rivoluzione (che avverrà comunque da se) cercare quantomeno di porre rimedio con un atteggiamento quotidiano che possa limitare i danni. Cosa potremmo fare noi è bene ribadirlo ovvero cercare di diffondre il più possibile attravarso il "Passaparola" ed internet e altri mezzi,i rischi cui andiamo incontro, ma soprattutto cosa fare per sprecare meno: meno risorse naturali Acqua e materie prime (legno carbone petrolio etc) riciclare e recuperare insieme a tante altre attività che puntino ad un oculata gestione di tutte le risorse.
Purtroppo la filosofia dell'usa e getta è stata micidiale io sono per una filosofia usa e ri-usa (l'america non c'entra :) ) ma poi ancora pretendere da chi ci amministra anche e sopratutto in ambito locale di investire su una riconversione reale del nostro sistema produttivo, limitando gli sprechi intanto dentro all'amministrazione pubblica (es. il comune di Città di Castello non sa cosa sia l' E-mail Certificata) e imponendo con leggi regionali il limite agli sprechi nella produzione industriale, incentivando quelle imprese che ragionano in quest'ottica di riconversione al ri-uso e punendo gli altri.
Inoltre investire in rinnovabili e non in inceneritori che non valorizzano nulla, i rifiuti sarebbero una risorsa immensa se si instaurasse una filiera che completasse il riciclo vero delle materie,senza il bisogno di sbancare Belladanza.
Per cui da questa crisi si puo prendere spunto per ripartire in modo ragionato e saggio... un modo per scegliere le vie giuste concretamente e non a parole.
Dal Blog di Grillo del 13 gennaio 2006:
"Ho chiesto a Lester Brown, uno dei più importanti analisti dell'ambiente, fondatore del Worldwatch Institute, e definito dal Washington Post: "uno dei più influenti pensatori del mondo", delle previsioni su quello che ci aspetta.
Ecco la sua risposta (preoccupante, belin!):
" Mentre stiamo entrando in un nuovo anno, vorrei riflettere su come la nostra economia globalizzata sia giunta, dal punto di vista ambientale, ad una soglia oltre la quale non sia più sostenibile dalla Terra.
Mentre tutto questo è sempre stato ben chiaro agli ecologisti, quanto sta accadendo n Cina lo ha chiarito anche agli economisti.
La Cina ha superato abbondantemente gli Stati Uniti nel consumo di tutta una serie di risorse di base, come il grano, la carne, il carbone, l'acciaio con la sola eccezione del petrolio.
Qualora l'economia cinese dovesse continuare ad espandersi al ritmo dell' 8 per cento l'anno, il reddito per abitante raggiungerà quello americano nel 2031.
A quel punto i cinesi, che saranno oltre un miliardo e quattrocentocinquanta milioni, consumeranno risorse quali petrolio e carta in quantità ben maggiori di quanto il mondo non ne stia producendo al momento.
Si rischia l'esaurimento del petrolio e delle foreste a livello mondiale.
Il modello economico occidentale - basato su carbone, benzina, automobile, rifiuti - non funzionerà in Cina.
E se non funzionerà in Cina non funzionerà neanche in India che, nel 2031, avrà una popolazione ancor più importante di quella cinese.
Ne tantomeno funzionerÃper gli altri tre miliardi di abitanti dei Paesi in via di sviluppo che puntano anch'essi all' "american dream".
Ciò è tanto più vero per le economie dei paesi sviluppati che si troveranno a dover agire in un mondo sempre più integrato, nel quale dovranno anch'esse competere per gli stessi petrolio, grano ed acciaio.
La sostenibilità dello sviluppo economico dipende dunque dal passaggio ad un modello economico basato sull'energia rinnovabile, sul riciclo e sul riuso dei materiali nonché su un sistema diversificato di trasporto.
"Business as usual" - il piano A - non ci può condurre verso il futuro al quale vogliamo puntare.
E' il momento di passare al piano B, e di incominciare a costruire una nuova economia ed un nuovo mondo.
Il piano B si compone di tre parti:
1. una ristrutturazione dell'economia globale in modo da consentire la
sostenibilità della nostra civiltÃ
2. un gigantesco sforzo per sradicare la povertà , stabilizzare la crescita
della popolazione, riportare la speranza
3. un enorme sforzo per ridare un equilibrio al sistema terrestre.
Esempi di questo nuovo modello possono essere visti nelle fattorie alimentate ad energia eolica, in Europa, nei tetti giapponesi tappezzati di pannelli solari, nella quantità in rapida crescita di macchine ibride negli Stati Uniti, nella riforestazione in Corea del Sud, e nelle strade dedicate alle biciclette di Amsterdam.
Praticamente tutto ciò che ci serve per costruire il nuovo modello economico è stato fatto, o abbozzato, in uno o più Paesi.
Tutte queste considerazioni sono state approfondite e discusse nel mio nuovo libro: "Plan B 2.0", che può essere liberamente scaricato a www.earth-policy.org"
Les Brown"