Questioni Sanitarie
Creato da: Lorenzo Fiorucci il 03 dic 08 fonte:
Ciao ragazzi scusate il ritardo ma ci sono.
Vorrei porre alcune questioni riguardo alla sanità locale.
Premetto subito che non sono un esperto in campo medico, ma le questioni di cui mi accingo a scrivere riguardano più un atteggiamento di tipo organizzativo, che medico.

Inizierei sul porre la questione dell’ Intramoenia.
Per chi non lo sapesse L’intramoenia è quella procedura per cui un medico specialista può usufruire dei locali e attrezzature ospedaliere per la libera professione versando parte del ricavato all’asl.
Specifico che per quanto rigurda l’ospedale di Città di Castello si stanno costruendo a spese dell’asl i nuovi ambulatori destinati a questa procedura.
In collegamento all’Intramoenia vorrei porre l’annoso problema delle lunghe attese per visite specialistiche in ambito pubblico. Come funzionano? Le prenotazioni sono demandate al CUP (centro unico prenotazioni) che è gestita da un organismo privato. Sovente capita che chi si rivolge al CUP per una visita specialistica di entità non urgente si ritrova ad avere un appuntamento a distanza di mesi la proposta che l’addetto del CUP fa al richiedente per abbreviare i tempi d’attesa è quella di fare una visita a pagamento privata. (Intramenia) costringendo chi può a rivolgersi al medico privatamente.
Ora il paradosso sta che lo stesso medico potrebbe fare la visita pubblica e la visita privata per la prima ci sono file chilometriche per la seconda un buco si trova sempre, ma proseguiamo. Se un paziente dopo la lunga fila riesce a fare la visita pubblica può capitare che dopo la prima visita il medico rimandi ad un altro incontro, la logica vorrebbe che anche questo secondo incontro si possa fare con lo stesso medico, ma la realtà è ben diversa. Infatti non vi è nessuna garanzia nemmeno per le malattie gravi (Cancro, Cardiopatie etc.) di poter essere visitati sempre dal medesimo medico.. INQUETANTE NO!!?? Una legge la quale fornirò appena possibile la fonte, prevede che la prenotazione venga concessa entro 30 giorni dalla data di richiesta oltre i quali l’ASL è obbligata a pagare la visita privata al paziente, Spesso questa regola non viene rispettata e per questo molti sono costretti a ripiegare a proprie spese sul privato, oppure cosa più grave attendere troppo a lungo l’esito di un esame che potrebbe celare il rischio di una malattia grave.
Un nostro diritto è chiedere e pretendere che ”la regola dei 30 giorni sia rispettata” la salute è un diritto sancito dalla costituzione Italiana e su queste cose l’avidità non può entrare mai. Mi segnalano inoltre che l’esame di prevenzione per il tumore alla mammella è cambiato nel corso degli anni nella sua procedura riducendo la fase conoscitiva della prevenzione. Prima gli esami erano due, mammografia ed ecografia e venivano fornite risposte in loco. Oggi è rimasta solo la mammografia che è meno precisa per alcuni casi rispetto all’ecografia, in quanto quest’ultima riesce ad investigare con maggiore precisione quei seni che per sua natura sono di dimensioni ridotte. La mammografia non viene valutato in loco, ma spedita a Firenze vagliato da un equipe e rispedito dopo 1 mese al paziente con l’esito sintetico senza fornire dettagliate informazione sulla stato dell’organo valutato.
Un ultima cosa vorrei segnalare da alcuni mesi mancano all’ospedale di Città di Castello i primari di Oculistica, Medicina che non sono stati rimpiazzati e non si sa se e quando lo saranno, altri reparti sono a rischio perdita. Ora questo non vuole essere che uno spunto di dibattito le informazioni che qui ho riportato sono frutto di esperienze di persone che mi hanno invitato a scrivere qualcosa non hanno nulla di scientifico vogliono solo aprire un confronto e portare a conoscenza delle situazioni. Invito caldamente tutti a scrive sull’argomento e magari arricchire il presente con dati precisi e puntuali.
Lorenzo Fiorucci
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