Continua la lotta del comitato NoTubo
Creato da: Mirco Giubilei il 24 mar 09 fonte:
Il Comitato continuerà a chiedere alle Regioni Umbria e Marche di intraprendere atti di carattere sia
formale (revisione delle delibere) che politico che convincano e inducano il Ministero dell’Ambiente della necessità di rivedere l’intero progetto, obbligando il proponente a fornire progetti alternativi, come previsto dalle leggi. Il Comitato interregionale No Tubo, dal canto suo, non smetterà mai di mantenere alta l’attenzione su questo progetto, cercando di diffondere a tutti i livelli la coscienza di come la realizzazione di questo contestato progetto potrebbe distruggere per sempre una delle zone più belle ed integre del “Bel Paese”, o di ciò che ne resta .
Il Comitato No Tubo esprime la propria soddisfazione per il successo del convegno tenutosi a Gubbio sabato scorso 21 marzo, nella sala Santo Spirito, il cui tema era il Gasdotto appenninico e l’impatto ambientale, economico e sociale che questo provocherebbe nelle aree interessate. Ringrazia il Forum permanente sull’ambiente di Gubbio e l’amministrazione comunale della medesima città nella figura del sindaco Orfeo Goracci e dell’assessore all’Ambiente Lucio Panfili, per le posizioni espresse e l’impegno profuso nell’organizzare il medesimo convegno sul Gasdotto Brindisi-Minerbio. Così come esprime il proprio sentito apprezzamento a tutti i relatori intervenuti, per la completezza e la incisività degli interventi: dal Professor Gianni Tamino, al Professore Bernardino Ragni, ad Antonella Pulci del WWF Umbria, ad Angelo Giuliani di Arcicaccia Nazionale e l’Onorevole Massimo Vannucci.
Apprezzamento che va anche a coloro che non sono intervenuti, per causa di forza maggiore, ma hanno mandato missive per ribadire le loro critiche al progetto e l’impegno che spenderanno in futuro nel cercare di contrastarla in maniera forte e decisa. Come il Presidente della Provincia di Pesaro-Urbino, Sen. Palmiro Ucchielli, che ha inviato una lettera (non è la prima) dai contenuti molto chiari al ministero competente e come il Presidente della Comunità del Catria e Nerone Gino Traversini, che in spirito di vicinanza ai cittadini e al territorio ha dato incarico ai legali della CM di predisporre un ricorso al TAR delle Marche, ad Adjuvandum su quello fatto dai comitati. E infine il consigliere Regionale dei Verdi Oliviero Dottorini, che ha presentato lunedì 23 marzo un’interrogazione al Consiglio regionale dell’Umbria, chiedendo allo stesso di attivarsi presso il ministero competente al fine di ottenere il rifacimento del progetto e un tracciato sostanzialmente alternativo e meno impattante.
Va ricordata anche l’importantissima azione dell’Europarlamentare Umberto Guidoni, che la scorsa settimana ha presentato un’interrogazione dai contenuti analoghi al Parlamento Europeo, della quale ha molto parlato la stampa di Umbria e Marche.
Un ringraziamento va anche al consigliere provinciale Luca Baldelli, per la forte presa di posizione assunta contro questa opera assurda, la volontà di portare avanti la battaglia in campo istituzionale e per aver affermato che di fronte a proposte palesemente assurde non bisogna farsi intimidire dal clima politico imperante, non bisogna vergognarsi di dire no.
Dalle relazioni tecniche della Conferenza sono comunque uscite confermate, se non rafforzate, tutte le preoccupazioni legate al gasdotto che il Comitato da anni sta cercando di far conoscere non solo agli abitanti dei comuni lungo il tracciato, ma a tutta l’Umbria e le Marche, viste le implicazioni che un’opera di questa portata potrà avere nelle nostre regioni.
Infatti, a detta degli esperti intervenuti al Convegno quest’opera, per la valenza ambientale dei territori attraversati e per l’impatto che causerebbe, potrebbe avere ripercussioni ben superiori rispetto a quelle causate dalla TAV, opera dei cui danni ambientali ha ben parlato Paolo Rumiz in un articolo su Repubblica del 22 Marzo 2009.
Queste preoccupazioni, peraltro, sono già state espresse dai funzionari regionali all’Interno del VIA della Regione Umbria ma, malgrado i loro pareri fortemente negativi, si è voluto dare l’autorizzazione al progetto, scaricando poi al Ministero dell’ Ambiente la responsabilità di una decisione finale.
Ben differente sarebbe stata fin dall’inizio la decisione finale del Ministero, se le Regioni si fossero opposte al progetto del Gasdotto.
Dalla conferenza è uscita rafforzata la volontà di portare avanti questa azione lavorando assieme, Cittadini, Amministrazioni, Comitati, Associazioni.
Il Comitato continuerà a chiedere alle Regioni Umbria e Marche di intraprendere atti di carattere sia formale (revisione delle delibere) che politico che convincano e inducano il Ministero dell’Ambiente della necessità di rivedere l’intero progetto, obbligando il proponente a fornire progetti alternativi, come previsto dalle leggi. Il Comitato interregionale No Tubo, dal canto suo, non smetterà mai di mantenere
alta l’attenzione su questo progetto, cercando di diffondere a tutti i livelli la coscienza di come la realizzazione di questo contestato progetto potrebbe distruggere per sempre una delle zone più belle ed integre del “Bel Paese”, o di ciò che ne resta .
Comitato No Tubo
Torna all'elencoLetto 159 volte
Ultimi commenti:
07/04/09 02.13 - Lorenzo:
forse la scossa di terremoto sveglierà qualcunoCategoria: [Ecologia][Energia][Politica] Zona di interesse: [Città di Castello] Progetto: Per ora nessuno in particolare |