il nuovo logo per i prodotti biologici
Creato da: Lorenzo Fiorucci il 16 feb 10 fonte: Espresso, www.obiettivoeuropa.it
La notizia risale a lunedì 8 febbraio 2010, il giorno in cui la commisione Europea ha scelto , attraverso un sondaggio online, il nuovo luogo che certifica i prodotti biologici.
Dal 1° luglio 2010 il logo biologico dell’UE sarà obbligatorio per tutti gli alimenti biologici preconfezionati e prodotti in uno Stato membro, che rispondono ai requisiti essenziali, ma attenti bene lo stesso non sarà obbligatorio per i prodotti importati.

Inoltre un'altro rischio incombe sulla testa dei consumatori anche i più accoti infatti in molti prodotti si celano i nemici numeri uno dei prodotti e quindi dell'agricoltura biologica e cioe i famosi OGM (organismi geneticamente modificati). Gli OGM sono infatti prodotti che hanno subito una variazione genetica inlabortorio i cui effetti sulla nostra salute li sapremo forse tra 10 o 20 anni e difficilmente li mettermo in correlazine con il cibo che abbiamo mangiato. Attorno gli OGM si scatenano una grandissima quantità di interessi economici sopratutto di multinazionali talmente forti da impaurire gli stessi governi. L'unione europea in proposito non ha fatto passi in avanti anzi ammette che una percentuale pari allo 0,9 % di OGM possa essere presente su tutti i prodotti senza che sia segnalata al consumatore la giustificazione è che non ci sono meccanismi precisi per calcolare questa percentuale. Ma ancor più grave è il fatto che gli OGM sono usati per allevare il 25% degli animali italiani (vedi Espresso di questa settimana) hai quali vengono somministrati soia, mais e altre farinacee OGM da questi allevamenti si ricavano prodotti quali Parmigiano, Grana, Prosciutto San Daniele ecc senza l'obligo di scrivero e comunicarlo al consumatore. Vietata la produzione di mais e soia transgenica in Italia ce la ritroviamo cmq sul piatto senza nemmeno saperlo e senza sapere i danni che puo causare al nostro organismo. Inoltre l'ogm non è segnalato nei prodotti derivati cioè quei prodotti che derivano dalla lavorazione di prodotti OGM non vengono segnalati come tale, dove sta il tanto amato liberismo e libertà di scelta?? il consumatore deve essere in grado di avere tutte le info per poter scegliere non essre trattato egli stesso come pollo d'allevamento utile solo a consumare cose decise da altri in questo caso da multunazionali e governi complici intenti solo nel individuare il profitto come fine primario.
Anche il noto Carlo Petrini fondatore di Slow food e di Terra madre dice no motivando con 10 risposte.
1) contaminazione: l'OGM potrebbe contaminare le culture tradizionali
2) Sovranità alimentari: non ci sono sicurezze che l'ogm non modifichi i prodotti.
3) Salute: ci possono essere problemi per la salute per gli animali alimentati a ogm.
4)Libertà:con gli OGM non è più il contadino a selezionare ma la multinazionale a scegliere le sementi.
5) Economia e Cultura: gli OGM non hanno legami con il territorio.
6) Biodiversità: con gli OGM si cancella la biodiversità i sapori e i saperi
7) Ecocompatibilità
8)Precauzione:non si hanno certezze scientifiche sugli ogm
9) Progresso: il vero progresso è la difesa del pianeta non del profitto
10)Fame: gli OGM promettono meno fame ma da quando sono in commrcio nei luoghi in cui si producano gli ogm hanno spazzato via prodotti come patate grano miglio riducendo alla fame molte persone.
Un consiglio per il consumatore, che poi siamo noi tutti, cerchiamo di avere una coscienza quando si acquistano prodotti noi contiamo in questa società perche consumiamo e potremmo decidere da un giorno all'altro di cambiare il sistema di questo mondo smettendo di consumare quello che vogliono gli altri senza rispetto per niente e nessuno ed iniziare a consumare quello che vogliamo noi ma sopratutto quello di cui abbiamo realmente bisogno.
avremo veramente la possibilità di non essere più polli da batteria ma di decidere per noi e per i nostri figli pretendento informazione conoscienza dei prodotti questo è il principio di un nuovo sistema economico sicuramente meno dispendioso in termini di risirse naturali e certamente più ecquo per tutti produttori e consumatori. la nostra scelta determina il nostro futuro scegliamo con la testa e ben informati.
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